L'intervista a Catia Massai

Biografia: Parlaci di te, i tuoi studi, le tue esposizioni, ecc…

Mi sono diplomata in maestro ceramista all’Istituto d’Arte di Firenze e successivamente, sempre nello stesso istituto, ho preso la specializzazione in Arti Grafiche. Appena uscita dalla scuola, per due anni ho fatto esperienza, presso un laboratorio artigianale di pelletteria per l’alta moda.

Nel 1985 ho aperto il laboratorio di ceramica “ Il Tafano” è da quel momento che sperimento, la tecnica del “Colombino”, per costruire tutti i miei pezzi, tecnica solo manuale. Questo modo di costruire il vasellame è antichissimo e diffuso in molte parti del mondo.

Domanda: Quali sono stati i tuoi primi approcci al mondo dell’arte?

Risposta: Sicuramente, durante le tante e varie sperimentazioni, che facevamo nei laboratori della scuola, sia per la ceramica che per le arti grafiche, con i validi insegnanti del calibro dei f.lli Cipolla, Tarchiani, Pochini ecc..

D: Se ci sono stati, chi sono i tuoi riferimenti culturali, il tuo maestro, il tuo faro nella tempesta?

R: Sono appassionata alla storia dell’arte in genere, e quindi i miei riferimenti sono molteplici e vanno a pescare in opere ed artisti di momenti storici anche molto distanti.

D: Quali sono i soggetti della tua arte e da dove prendi spunto per i tuoi lavori?

R: Per molti anni ho costruito oggetti d’uso, facendo una piccola produzione seriale, prendendo spunto dalla nostra ceramica tradizionale; Faenza, Montelupo ed anche Vietri, ma non ho mai fatto copie dall’antico, ho sempre cercato di rinterpretare.

D: Dietro ogni tuo lavoro c’è un significato profondo, un aspetto che vuoi fare emergere?

R: Si spero emerga, senza dubbio la manualità.

D: Che cos’è per te il “bello”? Esiste il bello nell’arte?

R: . Il bello per me è già una forma d’arte, e spesso si trova in natura. L’arte dell’uomo esprime un messaggio, e non sempre questo messaggio è legato al bello, sicuramente l’Arte per essere tale deve comunicare un’emozione.

D: A cosa ti stai dedicando ultimamente? Alla scultura, alla pittura o alla fotografia? Quale percorso stai seguendo?

R: La mia ultima passione sono i pesci,(che voi già conoscete) adesso ne sto costruendo alcuni molto grandi, ed anche di forme curiose, forse sono tropicali e forse spaziali, per adesso sto sperimentando….

D: Qual è il tuo metodo di lavoro? Spiegaci come arrivi all’opera finita…

R: inizio con il fissare l’idea sulla carta, faccio una bozza, poi l’ingrandisco della misura che voglio. Poi passo all’esecuzione con l’argilla, e solo allora mi rendo conto se mi piace. Quindi proseguo con tutte le fasi di lavorazione: la 1° cottura, la smaltatura e la decorazione, infine la 2° cottura.

D: Parlaci un po’ dei tuoi strumenti di lavoro, dei materiali che usi, dei colori che prediligi…

R: Come ho già detto nella tecnica del” colombino” ed anche in quella della” lastra”,che sto usando nella costruzione dei pesci, si usano prevalentemente le mani. I pochi srtumenti sono, un tornietto sul quale appoggio i manufatti ed una trafila, che serve per l’estrusione degli spaghetti d’argilla, con i quali costruisco i fregi che rimarranno in terracotta.

L’argilla che uso viene da Montelupo F.no ed i colori per la decorazione a pennello, sono ossidi metallici, prima della cottura risultano di colore nero; la ramina, il blu cobalto e il manganese, sono quelli che prediligo.