L'intervista a Marta Pedini

L'intervista a Marta Pedini

Biografia: Parlaci di te, i tuoi studi, le tue esposizioni, ecc…

Nata il 14 marzo 1978 vive e lavora a Padova.
Sin da piccola è cresciuta avvolta dall’arte grazie alla nonna Bruna De Ambrogio “maestro incisore“ presso la scuola del centro internazionale della grafica di Venezia, dalla quale ha avuto l’opportunità di imparare ed apprendere, le tecniche ed i processi d’incisione e della grafica con l’uso del torchio incidendo lastre, realizzando acqueforti, bicromie e tricromie, cogliendo l’essenza di quest’arte giorno dopo giorno,rimanendo affascinata da questo magico mondo.
Ha manifestato attitudine per il disegno sin dalla più tenera età, questa passione l’ha condotta a frequentare prima l’Istituto d’Arte P. Selvatico, diplomandosi poi presso il Liceo Artistico A. Modigliani nel 1997. Ispirata dall’amico e maestro Ettore Greco ha avuto la possibilità di frequentarne lo studio appassionandosi all’arte della scultura. Ha poi proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti a Venezia che ha ben presto interrotto per svariati motivi con grande rammarico.
Nel 2009 ha ripreso a disegnare prediligendo la figura e l’uso delle matite. Ispirata da un viaggio a Parigi, ritrova certezze e motivazioni e nuovi stimoli riscoprendo con stupore di non aver “perso la mano” pian piano riprende pennelli e colori … finalmente ritrovando se stessa.

Inizia ad esporre e a partecipare a varie collettive in giro per l’italia.

Grazie anche alle persone che credono in me mi rimetto in gioco in questo vasto mare chiamato ARTE.

Domanda: Quali sono stati i tuoi primi approcci al mondo dell’arte?

Risposta: Sono cresciuta con la nonna pittrice! Mi esprimevo tramite i colori e la carta, ho sempre amato disegnare , dipingere e modellare … già a sei, sette anni i miei regali per le festività come il Natale o i compleanni erano i miei disegni … ho iniziato da subito a seguire le orme di nonna con la grafica.

D: Se ci sono stati, chi sono i tuoi riferimenti culturali, il tuo maestro, il tuo faro nella tempesta?

R: ci sono e ci sono stati e sempre ci saranno e cambiano come cambia il vento dopotutto sono fatta così cerco sempre una strada e fino a che non la trovo continuerò a cambiare! Di artisti famosi ce ne sono tantissimi tra i più classici ho e sempre avrò una ammirazione profonda per Salvador Dalì, Vincent van Gogh, Henri Matisse, Michelangelo Buonarroti, Auguste Rodin, Constantin Brâncuși.

D: Quali sono i soggetti della tua arte e da dove prendi spunto per i tuoi lavori?

R: i soggetti sono vari dipende dal periodo che sto passando a volte traggo spunto da me stessa a volte da una persona che vedo in un bar in giro per la città da uno sguardo che colgo al volo sono immagini che mi frullano nella mente… spesso sogni che faccio la notte e poi li metto su carta al risveglio!

D: Dietro ogni tuo lavoro c’è un significato profondo, un aspetto che vuoi fare emergere?

R: senza eccedere nella profondità dei significati… metto quel che ho dentro, ma lascio libera interpretazione a chi li guarda non amo dar troppe spiegazioni, mi piace che chi guarda ciò che faccio dia la propria interpretazione… non mi piace imporre il mio modo di vedere!

D: Che cos’è per te il “bello”? Esiste il bello nell’arte?

R: bello è ciò che da emozione e ti fa stare bene! Nell’arte il bello è l’esprimere… quel che è bello per me non lo è anche per gli altri!

D: A cosa ti stai dedicando ultimamente? Alla scultura, alla pittura o alla fotografia? Quale percorso stai seguendo?

R: sono in un periodo di stallo ho avuto un bimbo da poco e ora mi stò ributtando sul disegno a matita… il mio filo conduttore…

D: Qual è il tuo metodo di lavoro? Spiegaci come arrivi all’opera finita…

R: Non ho un metodo preciso… la mente da l’input le mani iniziano a creare…e se mi blocco allora faccio come il piccione intorno ad un chicco di grano,ci giro intorno lo guardo lo studio e poi riprendo,spesso senza sosta, fino a finire il lavoro. Mi ci allontano ,lo guardo,lo critico e lo metto da parte…per ripartire con qualcos’altro!

D: Parlaci un po’ dei tuoi strumenti di lavoro, dei materiali che usi, dei colori che prediligi…

R: predirigo l’uso delle matite la graffite con a volte qualche tono di colore forte come il rosso ad evidenziare qul’cosa che dia significato al tutto,poi i colori acrilici con i quali parto e dipingo senza sosta,ad impulso,quel che viene e spesso mi ritrovo ad usare i blu, quando invece uso i colori ad olio lavoro più di riflessione, allora uso tonalità più calde tutto è più lento… più cauto. L’acquerello è più pacato più curato nei dettagli,quando invece modello la creta non ho tempi,ne limiti mi ci perdo completamente dentro… e li è pura poesia, ne respiro i profumi è come staccarsi da tutto!