L'intervista a Patrizia Fioroni

L'intervista a Patrizia Fioroni

Biografia: Parlaci di te, i tuoi studi, le tue esposizioni, ecc…

Sono nata a San Gimignano nel 1965. Non ho nessun tipo di studio artistico alle mie spalle ma solo una grande passione per il disegno. Ho partecipato a tutte le mostre organizzate dall’associazione “Il Cenacolo” di cui faccio parte fin dalla nascita e alle mostre organizzate dagli “Amici di Ulignano” da cui ho ricevuto un premio per la scultura ” Medea: dal dolore all’infinito”

Domanda: Quali sono stati i tuoi primi approcci al mondo dell’arte?

Risposta:

Già alle elementari amavo scrivere poesie per il giornalino della scuola che accompagnavo con disegni, ancora oggi le conservo. Poi una pausa lunga anni, assorbita totalmente dal mondo del lavoro che non mi ha però impedito di continuare a disegnare. Osservare il lavoro degli altri è sempre stato stimolante per me, mi ha sempre emozionato.

D: Se ci sono stati, chi sono i tuoi riferimenti culturali, il tuo maestro, il tuo faro nella tempesta?

R: Sicuramente in primis mio zio Rocco Spinelli artista eclettico e grande amico del pittore Giancarlo Orrù con cui ha collaborato per anni a San Benedetto del Tronto. La professoressa Di Piazza che alle medie mi lasciava “libera” per tutta l’ora di lezione e che doveva venirmi a chiamare alla fine perchè non sentivo mai la campanella. Gordon Breckenridge artista canadese approdato a San Gimignano intorno agli anni 90, ho “rubato con gli occhi” tutto quello che lui dipingeva tanto mi emozionano le sue opere. Pier Ferruccio Mennucci con cui ho iniziato a dipingere veramente , imparando nuove tecniche e riavvicinandomi alla scultura. Infine, ma solo in ordine di tempo, gli amici Alessandro Andreuccetti, Silvano Silvani, Duccio Nacci, Daniela Caciagli e tanti altri, le nostre belle chiaccherate sono uno stimolo prezioso da cui nascono e si sviluppano nuove idee, mi piace lo spirito di collaborazione che c’è tra di noi e da loro ho avuto consigli preziosi.

D: A quale campo artisti fai riferimento, pittura, scultura, fotografia, design, grafica, poesia, teatro, letteratura?

R: Dopo anni di solo disegno sicuramente la pittura è la mia preferita, segue la scultura e non ho abbandonato del tutto la poesia, sono passata brevemente anche da esperienze teatrali, non disdegno sperimentare tecniche nuove ma non potrei abbandonare colori e pennelli per nulla al mondo.

D: Quali sono i soggetti della tua arte e da dove prendi spunto per i tuoi lavori?

R: La natura e la luce per me sono soggetti fondamentali, ho sempre pensato che la luce colpendo, accarezzando o attraversando la natura crei degli spettacoli mozzafiato. La luce può essere il sole o una candela non ha importanza, la natura può essere uno scorcio di campagna , un frutto sul tavolo, una bottiglia di vetro oppure un viso o un corpo, i miei occhi vengono catturati dalla linea che separa la luce dall’ombra è una sorta di incantesimo, non ho mai fatto niente per resistergli!

D: Dietro ogni tuo lavoro c’è un significato profondo, un aspetto che vuoi fare emergere?

R: Credo di voler regalare a chi guarda i miei lavori l’emozione che ho provato io nel crearli, è come la nascita di un figlio, delle volte li penso per mesi, delle volte nascono in due ore ma l’emozione è sempre quella, grande, così grande da trasportarmi in un’altra dimensione dimentica di tutto.

D: Che cos’è per te il “bello”? Esiste il bello nell’arte?

R: Il bello è per chi lo sa vedere! Era solita ripetere mia nonna, per questo credo che ognuno di noi trovi il bello con il supporto delle proprie emozioni, potrei dire che il bello è soggettivo anche se la frase è un po scontata, sicuramente sono le emozioni di ognuno di noi che ci spingono verso l’arte sotto le sue molteplici forme.

D: A cosa ti stai dedicando ultimamente? Alla scultura, alla pittura o alla fotografia? Quale percorso stai seguendo?

R: Gli ultimi lavori che ho fatto sono di pittura usando al posto dei colori la terra raccolta durante lunghe passeggiate ed il figurativo a cui lavoro in questo momento.

D: Qual è il tuo metodo di lavoro? Spiegaci come arrivi all’opera finita…

R: La penso, la immagino, tutto si crea nella mia testa, quando mi sento pronta inizio a lavorare e aggiungo sempre qualcosa in più.

D: Parlaci un po’ dei tuoi strumenti di lavoro, dei materiali che usi, dei colori che prediligi…

R: Terra, colori acrilici e a olio, pennelli e non resisto all’uso delle dita, fondamentali nella scultura ma per me anche nella pittura, un colpo di dito et voilà, il lavoro è subito perfetto!

D: Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Nessun progetto imminente se non quello di finire tutte le cose che ho iniziato, sono tantissime!